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Pazienti Illustrissimi Vol3

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Descrizione


Chissà, forse sentiremmo ancora dalle labbra di Elvis Presley le dolci note di Love me tender se… Nelle gallerie sarebbero esposti tanti altri quadri di Monet e di Renoir se… E Proust avrebbe scritto ancora chissà quante opere, e il Che Guevara sarebbe un rispettato uomo politico…

Ma la storia ‑ lo sanno tutti ‑ non si fa con i “se”. La realtà, perciò, è stata ben altra. Presley se n’è andato a quarantadue anni imbottito dalla droga, Monet e Renoir hanno avuto seri problemi con le articolazioni e con gli occhi, Proust ha ceduto all’asma e il Che ‑ che pure aveva intrapreso la più facile strada della politica parlata ‑ ha preferito imbracciare di nuovo il mitra.

Così ancora una volta le malattie appaiono influenzare profondamente il destino di tutti gli esseri umani: e quando non si tratta di persone comuni ma di gente in vista, la ricaduta sugli altri e sugli eventi è inevitabile.

Continuando la serie di questi “Pazienti illustrissimi”, ne ho preso in considerazione altri tra i più rappresentativi, senza badare all’epoca e alla qualifica professionale: donne d’azione, pittori, scrittori, re, musicisti, guerriglieri. Una disamina piuttosto accurata dei rapporti tra malattia (o problemi vari di salute) e i suoi riflessi sull’attività specifica di questi personaggi.

 

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