Il professor Paolo Ghia, responsabile del programma di ricerca sulla leucemia linfatica cronica all’ospedale San Raffaele di Milano, ci introduce questa figura che non è un medico, ma aiuta il paziente cronico oncologico a gestire la propria vita insieme alla famiglia. Il Medical coach è una sorta di consulente che aiuta anche nelle pratiche burocratiche, oltre che negli aspetti emozionali e di programmazione con incontri che durano anche un anno. Proprio come un allenatore indirizza i pazienti. È un professionista proposto dalla Fondazione Quattropani al San Raffaele.

Una guida in un viaggio di scoperta, dove allenare le proprie potenzialità per raggiungere un miglior benessere psicofisico e migliorare la propria qualità di vita. Il paziente non è la sua malattia. Ha in sé le capacità di attivare le risorse naturali e le risposte necessarie per far fronte a una patologia cronica.

Il metodo sviluppa nel paziente onco–ematologico cronico la motivazione intrinseca e l’acquisizione di una nuova responsabilità, strumenti indispensa- bili per affrontare la patologia.

Il percorso inizia con un colloquio conoscitivo individuale, dove viene presentata la metodologia del coaching.
A seguire, si potrà partecipare a 12 incontri di gruppo nell’arco di 6 mesi suddivisi in 5 fasi:

Osservazione – Esplorazione – Preparazione – Azione – Mantenimento

Completa il Servizio un affiancamento individuale di durata semestrale denominato Coaching time, per un totale di un anno di servizio.


Tags:
Il Carrello è Vuoto!
X